sinapsi

Ad un anno dall’apertura del mio Studio di Psicologia posso finalmente inaugurare il Sito ed il Blog, per condividere e scambiare informazioni.
Avete mai sentito parlare di Sinapsi?
Sono le zone in cui l’impulso nervoso viene trasmesso da un neurone ad un altro. Sin dall’esame di Neurobiologia, al primo anno di università, l’associazione tra la parola “sinapsi” ed il mio cognome “Sinapi”, è stata immediata, ed ha catturato la mia attenzione. Pertanto, la scelta del nome dello Studio è dettata dall’interesse suscitato dalle connessioni sinaptiche, e attraverso la desinenza PSY, rievoco la mia passione più in generale per la Psicologia, intesa come scienza che studia la psiche.
In questo primo articolo voglio parlarvi di Neuropsicologia.
La neuropsicologia è una branca della psicologia che studia il legame tra la struttura e la funzione del cervello con i diversi processi psicologici. Ha un approccio scientifico e condivide il punto di vista del processamento dell’informazione della mente tipico della psicologia cognitiva.
In neuropsicologia dello sviluppo, si usa distinguere tra disturbi  evolutivi, in cui si ha una traiettoria di sviluppo atipico per cause di diversa natura, e disturbi acquisiti, in cui l’origine è riconducibile a cause ambientali, con una conseguente compromissione dello sviluppo cognitivo. Il concetto che emerge univocamente dagli studi neuropsicologici in età evolutiva, e che è stato capace di portare evidenze utili nel campo della riabilitazione, è quello della plasticità sinaptica: la capacità del cervello in via di sviluppo di riorganizzarsi plasticamente nelle fasi precoci di vita; proprietà che, in grado sempre progressivamente minore, viene conservata per tutta la vita.
In parallelo a queste importanti scoperte, emergono quesiti centrali sulla capacità del bambino piccolo di provare emozioni così come accade nell’adulto. Si apre quindi un’ottica neuropsicologica anche per disordini evolutivi in cui è coinvolta l’area del comportamento, della comunicazione, dell’intersoggettività. La distanza tra adulto e bambino si arricchisce continuamente di interessanti risultati che permettono di riconoscere al bambino un’identità di ricerca propria, non paragonabile a quella attivata per l’adulto.
La valutazione neuropsicologica permette l’inquadramento diagnostico, l’impostazione del piano di intervento riabilitativo e il monitoraggio durante lo sviluppo. Nello specifico l’assessment neuropsicologico in età evolutiva si avvale di un’anamnesi approfondita rispetto al parto, alle condizioni natali e perinatali, alle tappe di sviluppo linguistico, motorio, comunicativo, comportamentale e a tutti gli elementi necessari a ottenere un’ipotesi diagnostica iniziale.
In particolare vengono indagati:

-Sviluppo cognitivo: funzionamento intellettivo e di pensiero, capacità di base;

-Apprendimenti scolastici: letto-scrittura e ambito matematico;

-Area del linguaggio: comprensione, produzione, semantica, abilità narrativa, pragmatica;

-Area Motoria, Visuo-Costruttiva e Percettiva;

-Attenzione e Memoria: nelle singole componenti in base ai modelli teorici;

-Funzioni esecutive: valutazione delle competenze integrative superiori, di pianificazione, problem solving, gestione di informazioni multiple in compiti ad alto carico cognitivo;

-Competenze sociali e comunicative, Adattamento, Emotività, Relazione, Socializzazione.

Per quanto concerne il trattamento, a differenza di quanto avviene nell’adulto, ove l’intervento è volto al recupero di funzioni precedentemente esistenti, in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva la riabilitazione ha come obiettivo l’implementazione di funzioni che non si sono spontaneamente sviluppate, come accade nei bambini a sviluppo tipico. Per questo motivo anziché di ri-abilitazione (nel senso di riacquisizione di abilità perse) è teoricamente più corretto parlare di abilitazione (nel senso di abilità acquisite ex novo). La stesura del piano di trattamento parte dalla valutazione del profilo di abilità del bambino e si orienta sul potenziamento degli ambiti carenti, facendo leva su quelli normo-funzionali (ove presenti). I tempi della riabilitazione devono innanzitutto tener conto della fase di sviluppo del bambino e dell’ontogenesi fisiologica della funzione indagata: ogni funzione neuropsicologica si sviluppa ed arriva a maturazione entro una finestra temporale di sviluppo limitata, per quanto una certa percentuale di acquisizione di competenze sia sempre possibile in virtù della plasticità corticale. Pertanto, l’intervento avrà maggior possibilità di successo se attuato nel momento evolutivo idoneo allo sviluppo dell’abilità in oggetto. La modalità di riabilitazione deve avere un’organizzazione precisa: laddove una stimolazione naturale (efficace nei bambini a sviluppo tipico) non sia stata sufficiente  per lo sviluppo di una competenza, il trattamento può intervenire in maniera artificiale, fornendo una stimolazione più frequente, maggiormente intensiva e dalla difficoltà controllata e continuamente monitorata, in modo tale da forzare il naturale trend di sviluppo. Presupposto fondamentale, che contraddistingue il lavoro dello psicologo esperto in neuropsicologia, è quello di non considerare l’alterazione neurobiologica scissa dalla personalità tutta, per cui sarà necessario contemplare la persona nella sua globalità, tenendo conto anche degli aspetti emotivi e relazionali, consentendo di orientare l’intervento così da favorire il benessere da un punto di vista neuropsicologico e psico-sociale.

SinaPSY: perché questo nome per il mio Studio? – Parliamo di Neuropsicologia dell’età evolutiva –

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