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Approccio Metodologico per l’Età Evolutiva

La valutazione clinica, specialmente per gli interventi rivolti all’età evolutiva, è il primo passo per un buon progetto terapeutico, consente infatti di individuare le aree di maggiore competenza, così come le aree di debolezza. L’obiettivo sarà ottenere un profilo del funzionamento adattivo nei diversi contesti di vita, considerando l’interazione dei fattori bio-psico-sociali. La valutazione dei minori prevede un primo colloquio con i genitori in cui  vengono raccolte le informazioni relative alla storia di sviluppo del bambino/ragazzo e alle difficoltà riscontrate. Seguono alcuni incontri di osservazione e valutazione con il minore in cui vengono approfonditi gli aspetti neuropsicologici, comportamentali, emotivi e relazionali. I risultati della valutazione vengono condivisi con i genitori in un colloquio di restituzione durante il quale si descrive il  quadro complessivo emerso e si propongono piani di intervento e strategie per affrontare la situazione. A seconda della necessità vengono somministrati test proiettivi, test grafici e/o strumenti clinici e testistici raccomandati all’interno delle Linee Guida per le diverse patologie, a cura della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile), dell’AID (Associazione Italiana Dislessia), dell’AIDAI (Associazione Italiana per i Disturbi di Attenzione/Iperattività).
Il progetto terapeutico prevede una presa in carico multidimensionale, attraverso una metodologia di rete, in collaborazione attiva con il territorio, in particolare con le eventuali altre figure specialistiche, la famiglia, la scuola, i pediatri, il SSN e le diverse agenzie educative, in un’ottica in cui il “prendersi cura” riguarda tutti i contesti di vita del bambino. Difatti, è il principio di “generalizzazione” delle competenze nei diversi contesti di vita ad avere un impatto favorevole sul processo abilitativo, pertanto sarà utile collaborare con gli altri contesti educativi, affinché adottino conoscenze e scelgano attività che possano agevolare lo sviluppo e il benessere psicologico del bambino. Il trattamento in stanza ha un ruolo centrale nel progetto terapeutico. Vengono adottati approcci e metodologie derivanti dalla riabilitazione neuropsicologia, della psicologia infantile, utilizzando talvolta tecniche mutuate dalla psicologia cognitivo-comportamentale, avendo come cornice di riferimento per i disturbi del neurosviluppo la Evidence-based Medicine. La frequenza degli incontri, così come l’eventualità di un trattamento domiciliare, vengono stabiliti al momento della stesura del piano di lavoro, con la possibilità di apportare successive modifiche, sulla base delle verifiche in itinere. Ai Genitori viene offerta la possibilità di trovare una consulenza ed un punto di riferimento per comprendere meglio le problematiche del proprio figlio e per individuare approcci educativi più adeguati. Questa proposta si realizza attraverso incontri periodici, oppure percorsi più strutturati di Parent Training. Ai Dirigenti Scolastici ed agli insegnanti viene fornito un contributo alla comprensione dei Bisogni Educativi Speciali dei bambini seguiti, secondo quanto indicato dalle ultime circolari MIUR del dicembre 2012 e del marzo 2013. Nel caso di bambini segnalati ai sensi delle Leggi 104/92 e 170/2010 è possibile contribuire alla stesura delle Diagnosi Funzionali dei Profili Dinamico Funzionali, dei PEI e dei PDP.

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