Infanzia

I grandi non capiscono mai niente da soli
e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Oggi giorno sono sempre più elevate le aspettative sulle competenze scolastiche e socio-relazionali dei bambini,  i quali si trovano spesso a svolgere diverse attività  e a dover dimostrare la loro efficacia. In alcune circostanze le difficoltà sono dovute a caratteristiche innate (alterazioni neurobiologiche, deficit cognitivi, caratteristiche temperamentali), o sono determinate dalla situazione scolastica e/o familiare, nella maggior parte dei casi, sono tutte queste variabili insieme a determinare il disagio.
Non sempre i problemi dei bambini rientrano in un quadro francamente psicopatologico, possono infatti risolversi spontaneamente. Tuttavia è opportuno prestare attenzione e richiedere un consulto se:
la difficoltà persiste nel tempo, i tentativi attuati per supportare il bambino hanno tuttavia mantenuto il problema, quando lo stress legato alla difficoltà del bambino intacca il sistema familiare, quando è evidente una compromissione del funzionamento del bambino in ambito familiare, scolastico o sociale e la famiglia sente di non poter far fronte efficacemente alle difficoltà del proprio figlio.
Spesso si pensa “passerà con la crescita”, ciò può essere vero in alcuni casi, ma trascurare un disagio può avere effetti negativi a cascata su altri meccanismi di sviluppo, per i quali esistono finestre temporali preferenziali, che diventano più difficili da compensare in epoche successive.
Vale la pena rischiare? Come dimostrato dalle Evidence Based Practise prima si interviene e maggiori saranno le possibilità di aiutare efficacemente il bambino.
Tra le difficoltà più comuni nel periodo pre-scolare si riscontrano ritardi o disturbi nell’acquisizione del linguaggio, comportamenti di aggressività verso i pari e gli adulti, scarso rispetto delle regole, ritiro e chiusura, difficoltà di separazione dalle figure genitoriali.
Quando poi, il bambino passa dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare, sperimenta un’ulteriore trasformazione della sua vita sociale. Le sue energie si distolgono dai rapporti intimi con la sua famiglia e sono investite in due attività principali: i rapporti tra pari e l’istruzione. Tra il 10%  e il 20% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni manifestano difficoltà che possono riguardare l’apprendimento scolastico, il comportamento o gli aspetti emotivi-relazionali.
Indispensabile è una prima fase di osservazione del gioco, di valutazione delle competenze cognitive, linguistiche, grafiche, di attenzione, nonché degli aspetti emotivi-relazionali e comportamentali. A seconda del profilo emerso, sarà possibile attuare un piano di intervento personalizzato, al fine di migliorare il benessere e la qualità della vita del bambino e della sua famiglia.
La finalità non è soltanto supportare il bambino nel superamento delle difficoltà attuali, ma soprattutto di prevenire problematiche future.

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